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Adamò, il profugo che fa goal per l'Omegna e sogna di rimanere in Italia

 

Adamò Sidibe, il migrante diventato calciatore che sogna di salvare l'Omegna in attesa dello status di rifugiato

 

adamo

Il suo tocco di palla, la sua velocità e la sua tecnica non erano passate inosservate quando giocava con gli amici  profughi al campetto di Sant’Anna. Una segnalazione di un vecchio dirigente amico dell’Omegna Calcio e così Adamò Sidibe, 20 anni, ha cominciato ad allenarsi con i rossoneri. A Fabrizio Gherardini è bastato un allenamento per capire che quel ragazzo timido ed educato gli avrebbe fatto comodo. Così, dopo la trafila per il tesseramento, Adamò ha esordito in Promozione un paio di mesi fa. E domenica scorsa si è tolto la soddisfazione del primo gol, festeggiato con una tripla capriola degna del miglior Martins. La sua storia è simile a quella di tanti profughi: lo sbarco a Lampedusa, a giugno, dopo il viaggio della speranza, tra mille peripezie e su scafi di avventura. Poi il trasferimento nel nostro territorio, l’affidamento al Centro Oasi di Pallanza. Adamò quando è arrivato era analfabeta al 100%: ora ha cominciato un corso di alfabetizzazione al centro ed ha avviato la pratica per richiedere asilo politico. A Omegna, nello spogliatoio, si è subito inserito: per i compagni è diventato un fratello minore.

 

Daniele Piovera

 

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