Una richiesta di patteggiamento questa mattina in aula davanti al Gup del Tribunale di Verbania per il processo per la morte di Margherita Lega, la turista trentina che il 4 luglio del 2024 preciitò nel vuoto mentre caricava i bagagli sulla teleferica palorcio di Calasca Castiglione. Con la famiglia stava raggiungendo una comunità rigenerativa all’eco villaggio dell’alpe Drocala.
E proprio il presidente dell’associazione Comunità Rigenerative ha chiesto di patteggiare una pena di un anno e quattro mesi, con la sospensione condizionale.
Tre le persone imputate di omicidio colposo. Oltre al presidente della comunità, anche il titolare dell’autorizzazione a costruire l’impianto a fune destinato al trasporto di legna ma utilizzato anche dagli ospiti della struttura ricettiva per il trasporto di bagagli, e l’uomo che materialmente azionò l’impianto sul quale la vittima stava caricando i bagagli. Dalle indagini era emerso che dal punto in cui l’uomo azionò la teleferica non era possibile vedere il luogo dove si trovava la vittima.
Il pm Nicola Mezzina contesta al presidente dell’associazione e al titolare dell’autorizzazione anche l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Il titolare della concessione, assistito dagli avvocati Carlo Ruga Riva e Maria Grazia Medali, ha chiesto il rito abbreviato subordinato all’esame di un consulente di parte, esperto in impianti a fune.
Potrebbe chiedere l’abbreviato anche l’uomo che ha azionato la teleferica, anche se sono ancora aperte le interlocuzioni del suo avvocato Marcello Bologna per un eventuale patteggiamento.
Il giudice ha rinviato il 24 marzo con l’esame del consulente di parte e del perito della Procura, il professor Paolo Pennacchi, già consulente per la tragedia del Mottarone.
Una richiesta di patteggiamento per la morte di Margherita Lega, precipitata dal palorcio di Calasca Castiglione
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