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Paolo Cognetti ospite al teatro dell'Acqua di Arona

 Al Teatro sull'Acqua Dacia Maraini ha dialogato con il vincitore del Premio Strega, Paolo Cognetti  

arona cognetti

 

Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega 2017 ha dialogato con Dacia Maraini nel contesto degli incontri letterali del Teatro sull’Acqua di Arona. In città ci era già stato quando la fama non aveva raggiunto ancora questi livelli. Quasi trecento gli appassionati in piazza San Graziano a seguire la presentazione del suo ultimo libro “Le otto montagne”. Racconta: <Il mio rapporto con la lettura è nato nell’adolescenza, nella solitudine e nella noia. È una situazione che difficilmente una persona torna a vivere, e che può essere riempita con la scoperta dei libri, quando hai 15 o 16 anni. Dalla lettura alla scrittura il passo è stato breve. Riesco a concentrarmi nella valle di Gressoney, in Valle d’Aosta, dove vivo abitualmente. La passione la montagna me l’ha trasmessa mio padre, mi è entrata subito nel sangue>. Cognetti, trentanove anni, ha da poco pubblicato il primo romanzo per Einaudi, una storia che ruota intorno a un’amicizia lunga quasi trent’anni tra un ragazzo di città e un montanaro. Il suo è un caso editoriale: il libro è stato pubblicato in ben 31 Paesi, ed è il romanzo italiano più tradotto del 2016; intanto, occupa stabilmente una posizione intorno alla decima nella classifica dei testi di narrativa italiana più venduti. Preferisce ambiti tranquilli e sereni come le valli e le montagne piuttosto che il caotico e frenetico movimento delle città. Per quanto riguarda le sue presentazioni predilige incontri con pochi presenti:<Così è più facile dialogare con loro, carpire emozioni e suggerimenti per il mio modo di scrivere> sostiene. Piazza San Graziano ad Arona invece era colma di fan e lettori che lo hanno applaudito a lungo durante tutto il suo dialogo con la Maraini. Non si è assolutamente montato la testa dopo la consegna del Premio Strega, è rimasto lo stesso, umile dietro alla sua barba rossiccia, sempre accompagnato da Lucky, il cane fedele.  

 

Franco Filipetto   

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