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Alessia, la A1 e l’anima giovane…

alessia ghilardi 2019Alessia Ghilardi a 40 anni centra la terza promozione in A1 di una carriera che l’ha vista maturare ed arrivare ai vertici solo di recente, anche dopo qualche momento difficile, il segreto l’essere rimasta la ragazzina che sul finire degli anni 90 giocava da banda e batteva ‘al salto’…

Leggenda, Noi diciamo di si. Solo ieri abbiamo tributato tutti gli osanna necessari per Francesca Piccinini e le sue 7 Champions League ed oggi facciamo lo stesso, forse con quel pizzico in più di trasporto per un’atleta che stimiamo e conosciamo sin da quando era giovanissima. Alessia Ghilardi, una splendida quarantenne con l’anima sportiva di una ventenne, che su quel campo e sotto una rete si scorda della sua età e vola sino a conquistare risultati insperati. Una stagione che non è stata facile a Caserta, tre allenatori ed uno di questi, Cristofani, che addirittura avrebbe messo un ‘aut aut’ quando i risultati di inizio stagione non arrivavano, chiedendo l’allontanamento di Alessia e ricevendo in cambio l’esonero. Un altro cambio di panchina a fine ‘pool promozione’ con i play off arpionati al pelo di un solo punto; via Marco Bracci e dentro Dragan Nesic per finire bene la stagione ed invece Caserta si è compattata ed è arrivata al colpo grosso. Incredibile l’impresa di Alessia, 40 anni compiuti, che con la maglia della formazione campana si prende l’ennesima soddisfazione di una carriera davvero invidiabile. Lei che sono sino ad un decennio fa era considerata ‘una buon libero di Serie B’ ma senza sbocchi, lei cresciuta nella sua Ornavasso ed in Pallavolo Altiora, quando il club era unico, con tanto di promozione in B2 nel 1998, quando era una schiacciatrice (il libero ancora non era stato inventato ed il pallone era bianco, i set finivano al 15 e con punto sul cambiopalla) che batteva al salto e trovava anche vari aces, dopo il ritorno ad una Ornavasso degli albori passa alla allora Brums Busto Arsizio in A2 nel 2004/2005, un solo anno e poi inizia una carriera da libero che la vede decisiva in Serie B1 a Flero, Ostiano, CàDelBosco e Santacroce. Si prende anche qualche trofeo e tanti applausi. Il sogno? Arrivare a giocare in Serie A, una serie A che però parrebbe essersi dimenticata di lei. L’occasione finalmente arriva nel campionato 2008/2009, Rebecchi Piacenza la sceglie per la squadra di A2, con Davide Baraldi che l’aveva già allenata: sarà una brutta esperienza, Alessia viene tagliata a dicembre senza troppe spiegazioni, va a Busnago e forse il sogno di esordire in A1 pareva essersi arenato li. In quel 2010 arriva ad Ornavasso, che aveva iniziato una sorta di rifondazione tecnica imperniata su Massimo Bellano: due Coppe Italia di B1, una promozione in A2 ed una successiva in A1, quella massima categoria sognata finalmente arriva a 34 anni con la maglia della squadra del suo ‘paesello’ al quale è tanto legata. Come andrà a finire lo sanno tutti ed allora lei continua, sempre in A1 a Montichiari ma anche qui giochi di procuratori le tarpano le ali nonostante stesse facendo bene. A casa senza troppi giri di parole. Eccolo il momento forse difficile della carriera, non trova squadra per parecchio tempo, per mesi ma non pensa di smettere, nemmeno per sogno. La caparbietà di Alessia ha la meglio. Continua ad allenarsi, non molla, aspetta l’occasione in silenzio ed a testa bassa. Ogni tanto una preghiera lanciata lassù dove c’è mamma Meri che la ascolta perchè l’occasione arriva ancora: nel dicembre 2015 firma con la MyCicero Pesaro, che riporta il grande volley in città dopo i bagordi scudettati della Scavolini. Una pensione dorata? Ma nemmeno per sogno, visto che nel campionato successivo Alessia si prende con la compagine marchigiana la promozione in A1, seconda della carriera. “Volevo tornare in A1 dopo che a Montichiari era finita male” disse. I play off saranno un grande risultato nell’annata successiva ma la società fallirà a fine stagione. Sembrerebbe l’ ora di dire basta, sembrerebbe l’ora di tornare al paesello dopo un anno di A1, dopo la proverbiale chiusura in bellezza ma arriva la chiamata di Caserta per giocare e sentirsi ancora Alessia; il resto è storia di oggi. Una carriera favolosa ma soprattutto una carriera voluta, fortemente voluta, una carriera nella quale Alessia ha superato momenti difficili, nella quale ha dovuto ingoiare qualche rospo ma che, se a 40 anni è ancora qui con ginocchiera e pantaloncini a festeggiare la promozione, l’ha consacrata grandissima. Forse il segreto è stata uno; la sua umiltà e la sua anima sportiva giovane, perché infondo Alessia Ghilardi è rimasta la ragazzina che venti anni or sono batteva al salto in Serie C: Applausi, scroscianti meritatissimi applausi.

PS: Qualcuno dice che Alessia potrebbe annunciare l’addio al volley, sarà, quando lo sentiremo ci crederemo….

GT

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