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Pasqua alla 'Ronde Van Vlaanderen' per Ganna, forfait di Elisa...

fiandre genericaPasqua con la Ronde Van Vlaanderen per Filippo Ganna: il Giro delle Fiandre, rito pagano della bicicletta: da Anversa a Oudenaarde con 5 tratti di pavè e 18 muri da affrontare. Elisa Longo Borghini da forfait dalla versione femminile vinta nel 2015 per una brutta bronchite.

E’tempo di una nuova celebrazione di un rito pagano che in una terra dalla cultura ciclistica sconfinata come le Fiandre del Belgio è atteso di anno in anno. Domenica, giorno di Pasqua, si corre il Giro delle Fiandre. De Ronde Van Vlaanderen, per dirla in lingua locale o nella lingua dei cultori; perché nessuno degli appassionati dirà mai che c’è il ‘Fiandre’ ma che c’è la ‘Ronde’. Una corsa che ferma letteralmente un territorio, perché ogni località, ogni paese, toccato dalla corsa, organizza feste, sagre lungo il percorso: un capannone, quattro tavoli, otto panche e via, oppure si sta li una giornata ad aspettare il passaggio della corsa tra fiumi di birra, salsicce e patatine fritte. E tutti gli abitanti vanno li, a bordo strada, perché la Ronde è la Ronde; in quelle zone è uno degli eventi più importanti, non è solo una corsa: è pura religione. E non è difficile, anzi è altamente probabile vedere il tifoso che si avvicina a questo o quell’ex corridore ricordandogli un su piazzamento nei 1 in una edizione di chissà quanto; perché li ricordano tutto e tutti coloro che hanno corso e onorato la loro gara. E chi l’ha vinta diventa un eroe, diventa un ‘Flandrienne’ come i vari De Wlaeminck, Merckx, Leman e più di recente Museeuw, Van Petegem (che oggi sono parte della organizzazione di Flanders Classics), Boonen e Cancellara. Se poi la ‘Ronde’ la si vince per distacco con una azione da lontano allora si diventa veri e propri eroi; un po’ come Philippe Gilbert lo scorso anno (lui vallone che vince con la maglia di campione belga dopo una fuga lunghissima tra gli applausi dei fiamminghi, vedi foto) o come la nostra Elisa Longo Borghini che nel 2015 vinse attaccando da lontano e che da quel giorno da quelle parti è la ‘leonessa di Ornavasso’. Partenza da Anversa, anzi Antwerpen per restare in tema, con la presentazione delle squadre ed in foglio firma che da sempre si svolge davanti ad un pubblico da concerto. La classica maschile, prova World Tour, misura 264 km ed è durissima: 5 tratti di pavè e 18 muri:, salite brevi, spesso in pavè e dalle pendenze alquanto toste: Oude Kwaremont, Kortekeer, Edelaare, Wolvenberg, Leberg, Berendries, Tenbosse, Muur Kapelmuur (ovvero il Muur van Gerardsbeergen, per anni è stato il muro decisivo ed anche adesso che è lontano dal traguardo fa danni, è conosciuto anche come Mur de Grammont ma ad un fiammingo la cosa potrebbe non piacere), Potterberg, Kanarieberg, Oude Kwaremont, Paterberg, Koppenberg (altro muro per eccellenza, durissimo e strettissimo), Steenbeekdries, Taaienberg, Kruisberg, Oude Kwaremont e Paterberg, prima del traguardo ad Oudenaarde. Se nel passato, quando si arrivava a Meerbeke il classico finale con Tenbosse, Muur Kapelmuur e Bosberg decideva la corsa adesso sono soprattutto lo stesso Muur, il Koppenberg ma soprattutto gli ultimi passaggi su Oude Kwaremont (e chi passa primo si vince una coppa a forma di boccale piena della omonima birra) e decidere la corsa. Filippo Ganna ci sarà in maglia UAE Team Emirates, per fare scuola e per dare una mano a Kristoff. Gli italiani che hanno vinto la Ronde sono relativamente pochi : Fiorenzo Magni (che andava a correrlo in treno) con la storica tripletta nel 49, 50 e 51, Dino Zandegù nel 1967, Moreno Argentin nel 1990, Gianni Bugno nel 1994, Michele Bartoli nel 1996, Gianluca Bortolami nel 2001, Andrea Tafi nel 2002 ed Alessandro Ballan nel 2007. Dal 2004 vi è una versione femminile che anticipa la corsa: una sola italiana ha vinto, Elisa Longo Borghini nel 2015, peraltro nessuna altra azzurra si è mai piazzata nelle tre. Domenica però la Leonessa di Ornavasso darà forfait per una brutta bronchite. La corsa femminile (partenza e arrivo a Oudenaarde) prevede 5 tratti di pavè e 11 muri.

GT

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