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Propaganda razzista, indagato ossolano

 

questura neo nazi

Si tratta di un 45enne indagato per il reato di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi discriminazione razziale, etnica e religiosa

Sui social faceva proselitismo incitando all'odio, razziale, contro gli immigrati, gli stranieri, gli omosessuali e i meridionali. A casa aveva bandiere del Reich e altro materiale inneggiante all'estrema destra e in particolare al nazismo. Si tratta di un ossolano, classe 1974, scoperto e denunciato dalla Digos per il nuovo reato, istituito nella primavera del 2018, di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. E' il primo caso di applicazione dell'articolo 604 bis del codice penale nel Vco e tra i primi in Piemonte. L'indagine è partita proprio dai sociale network, durante la costante attività di monitoraggio degli ambienti riconducibili all'estrema destra. I poliziotti hanno scoperto una community sul web, internazionale, specializzata nella creazione di meme razzisti, foto, video e post di minacce legati da ideologie sovraniste e suprematiste. 

Tra questi c'era l'ossolano, laureato, incensurato e non attivo politicamente. A preoccupare particolarmente la Questura era il fatto che l'uomo si professasse un ammiratore di Brenton Tarrant, autore della strage di islamici a Christchurch, in Nuova Zelanda. Sono così scattate le perquisioni, in cinque immobili a lui riconducibili. Non sono state trovate armi né alcun elemento che potesse far pensare che l'uomo intendesse tradurre le idee professate sui social in atti terroristici. L'ossolano si è detto stupito, sostenendo che non ci fosse nulla di male a esprimere il proprio pensiero. Sequestrate le bandiere naziste, hard disk, chiavette, cellulari, tablet, dvd, un elmetto da guerra tedesco con il quale si fotografava spesso e una copia del Mein Kampf di Hitler. 

Le indagini vanno avanti sulle community che istigano all'odio presenti sul web. 

 

Maria Elisa Gualandris

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