logo1

Ospedale unico. Lettera alla Regione di medici e inferimieri

 

In quaranta hanno firmato appello affinché si realizzi la struttura

ospedale nuvo

 

Un appello per il nuovo ospedale unico del Verbano Cusio Ossola. Con una lettera indirizzata alla Regione  (che si dovrà pronunciare entro ottobre in modo definitivo sul progetto) quaranta tra medici e infermieri, coordinati dall’ex primario di Oncologia Sergio Cozzi, spiegano perché non si debba perdere questa opportunità per la sanità del territorio.

“Noi lo affronteremo da un punto di vista prettamente tecnico – spiega Cozzi -, senza riferimenti politici di sorta, convinti come siamo che si tratti di un’opera indispensabile per il Vco”. Nel documento vengono illustrate le motivazioni pro ospedale unico. La prima: Castelli e San Biagio sono vecchi e chiedono continui interventi di manutenzione, con costi di gestione elevati, senza tuttavia raggiungere gli standard di qualità di un ospedale moderno. Seconda: il personale sanitario (è carente e le proiezioni future fanno presagire, con i nuovi pensionamenti, difficoltà ancora maggiori di quelle odierne. “Ricordiamo – si legge - che molti concorsi per assunzione sono andati deserti e che i dea, le  Rianimazioni, funzionano grazie ad un numero elevato di “gettonisti””.

Si parla, proseguono, di “Ospedale Unico Plurisede”, ma di fatto si tratta di due ospedali a tutti gli effetti, con doppioni di servizi e reparti. “A causa della distanza tra le 2 sedi – spiegano -, buona parte del tempo lavoro degli operatori si “perde” negli spostamenti dall’una all’altra”. E aggiungono: “In sostanza è del tutto illusorio che si possano mantenere ben organizzati e opportunamente attrezzati due ospedali nel nostro territorio”. Secondo medici e infermieri firmatari, “un unico ospedale, ma di qualità, in grado di affrontare con la dovuta sicurezza e competenza i problemi di salute della maggior parte della popolazione del Vco è la sola soluzione logica. Buon senso vuole che sia ubicato in un’area centrale nel territorio, collegata con le principali vie di comunicazione, mediamente raggiungibile dalla maggior parte della popolazione del territorio. Ma questa scelta è compito della politica (intesa nella vera essenza del termine), non nostro”. E sulle polemiche tra Verbania e Domodossola aggiungono: “La questione non va posta in termini di distanza, ma e lo ribadiamo con forza, in termini di sicurezza e qualità delle cure”.

E concludono: “Il progetto complessivo dovrà comprendere anche un’adeguata (ri)organizzazione della Medicina Territoriale, che però sottolineiamo, sarebbe comunque ugualmente necessaria anche per due o più ospedali.

E’ l’ultima opportunità che abbiamo di dotarci di un Ospedale Nuovo, vediamo di non perderla e di non condannarci per il futuro ad una sanità di serie B”

Maria Elisa Gualandris 
Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa