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Incendio Roxy Bar, in Tribunale sfilano i testi

Il processo è in corso a Verbania. I fatti si riferiscono a quanto successo la notte fra il 5 e 6 settembre di due anni fa a Stresa

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Sono sfilati oggi davanti al giudice Annalisa Palomba e alla pm Anna Maria Rossi i testi del processo a Gregorio Spozio, il milanese di 85 anni accusato di essere il mandante dell’incendio doloso che, la notte tra il 5 e il 6 settembre del 2017, devastò il “Roxy Bar” a Stresa. Il comandante della Stazione dei Carabinieri di Stresa che aveva condotto le indagini ha ricostruito come i militari giunsero all’identificazione dell’imputato e dei due complici. Uno di loro, Carmine Costabile, che lavorava come stalliere dei cavalli di Spozio, 62 anni, ha già patteggiato 8 mesi. Per l’altro, domestico della moglie del presunto mandante, Darwin Vicente Valeazquez Navarrete, 44 anni, gli atti sono stati rimandati in Procura per il mancato interrogatorio dell’indagato. E’ stato anche ascoltato il venditore di rose cingalese con il quale ci sarebbe stato il diverbio che avrebbe dato origine a tutto. Il giovane ha raccontato che Spozio qualche sera prima dell’incendio aveva acquistato fiori per le donne presenti al bar e poi si era rifiutato di pagare, minacciando il venditore con un coltello. Il titolare allora aveva pagato il ragazzo. Fatto che sarà oggetto di un altro processo, già fissato per il 7 novembre. Spozio se ne era andato senza saldare le consumazioni per circa 100 euro. Il titolare del bar il giorno dell’incendio lo aveva chiamato, dato che aveva una casa a Stresa e si conoscevano bene, per chiedergli di pagare il debito. La sera il bar era stato distrutto dalle fiamme. I Carabinieri hanno raccolto le testimonianze che parlavano di quel diverbio e poi tramite tabulati telefonici e telecamere avevano individuato i tre. Spozio sarebbe stato particolarmente riconoscibile grazie  a un impermeabile e un vistoso cappello che indossava sempre. Ha testimoniato anche il caposquadra dei Vigili del fuoco volontari di Stresa che ha spiegato come la presenza di una tanica di benzina all'interno del bar, la cui porta non era chiusa a chiave, ha fatto subito pensare a un incendio doloso. Si torna in aula il 7 novembre per la discussione. 
 
Maria Elisa Gualandris 
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