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Eseguita l'autopsia sul corpo di Alessia Partesana

partesana

Omicidio Bèe. Dopo l'autopsia si attende il via libera del Magistrato per fissare la data dei funerali

 
Trentuno coltellate delle quali le prime cinque, mortali, sferrate dalla schiena che hanno raggiunto i polmoni. E' morta così Alessia Partesana, 29 anni, alle cinque del mattino della Vigilia di Natale, per mano del compagno, Marco Tacchini, di 33, che poi si è consegnato ai Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile. E' quanto emerso dall'autopsia eseguita oggi dal medico legale Elena Barbero, incaricata dal pm Nicola Mezzina, all'obitorio dell'ospedale Castelli. Presente anche la dottoressa Carola Vanoli, consulente di parte della difesa. L'arma del delitto un coltello da cucina lungo circa 25 centimetri. Ora si attende il nulla osta della Procura per fissare la data del funerale. I militari del Nucleo Investigativo del maggiore Giovanni Della Sala e del Nucleo Operativo Radiomobile del tenente Christian Tapparo sono al lavoro per ricostruire gli ultimi istanti di vita della giovane donna. Sembra che Alessia si stesse preparando per andare al lavoro, all'Opera Pia Uccelli, per il turno del mattino. Erano le 5 quando la violenta lite è scoppiata. La donna era rientrata la sera prima da un viaggio di tre giorni a Budapest, sola, forse una pausa di riflessione in un momento difficile nella sua vita di coppia. Sembra che lei lo volesse lasciare per andare a casa di suo padre. Tacchini, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine,  l'ha uccisa e lasciata sul pavimento del soggiorno. La loro bambina si trovava in camera. I militari accorsi subito sul posto con l'ambulanza del 118 e il nonno materno l'hanno trovata nel lettone che guardava la tv. La speranza è che non si sia accorta di quanto stava accadendo nella stanza vicina. Dopo il delitto, infatti, Tacchini è salito sulla sua Audi e ha vagato per Verbania. Ha chiamato il 112 e poi è andato a consegnarsi al comando provinciale, ancora sporco di sangue. Si trova in carcere. Secondo il suo avvocato difensore, Antonello Riccio, si è reso conto solo nelle ultime ore di quanto ha commesso e continua a chiedere della figlia, che ora è affidata al nonno materno. Ieri durante l'interrogatorio di garanzia ha risposto a tutte le domande del Gip, ribadendo sostanzialmente quanto già detto al pm sabato mattina. L'avvocato Riccio ha presentato un'istanza per gli arresti domiciliari sulla quale il giudice si è riservato, ed è intenzionato a chiedere una perizia psichiatrica.
Intanto su Facebook c'è un'altra ragazza, Alessia M., che ha voluto raccontare la sua storia e, da noi contattata, ci autorizza a riportare le sue parole. Scrive di aver avuto una relazione con Tacchini 15 anni fa e di aver subito violenze da lui: “A 17 anni sono stata vittima di un uomo violento, tanto da farmi perdere i sensi e lasciarmi i lividi.. da usare violenza fisica e sessuale, un uomo dai mille volti.. Un uomo che quando cercai di scappare mi riprese con una finta dolcezza, per poi segregarmi a chiave in casa e punirmi a suo piacere”. E prosegue: “Oggi, la vigilia di Natale, quell' "uomo" ( ha ucciso la sua compagna che stava cercando di lasciarlo.. accoltellandola oltre 30 volte alle spalle.. con la figlia in casa! Ed io sotto shock, ho la morte nel cuore”.Alessia M. lancia un appello alle donne: “Non accettate nemmeno una sberla, scappate, chiedete aiuto, non fermatevi di fronte a chi non riesce a comprendere o sottovaluta.. la colpa anche se ve lo fanno credere non è vostra.. non siete voi sbagliate, ma loro!!!Quelle bestie non cambieranno MAI. Ed il dolore non lo cancellerete MAI”.
 
Maria Elisa Gualandris
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