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Tanta gente a Domodossola per l'incontro dedicato alla Balma dei Cervi di Crodo

Presentato il sito internet che permette un tour virtuale del sito preistorico della Valle Antigorio

 crodo balma cervi

Gremita la ex Cappella Mellerio a Domodossola- tanta anche la gente in piedi – per il convegno dedicato alla Balma dei Cervi di Crodo. Presente il team di studiosi che sta lavorando sul luogo, illustrato il nuovo sito internet www.balmadeicervi.it, un museo virtuale che consente di far scoprire al grande pubblico e di valorizzare, seppure via web, le straordinarie pitture rupestri della Valle Antigorio. La scelta è stata quella di rendere fruibile agli interessati questo tesoro attraverso internet per una questione di sicurezza: vista la difficoltà di accesso al sito e i pericoli che presenta la balma stessa, particolarmente scoscesa, per gli utenti, per salvaguardare quei disegni sulla roccia che sono sopravvissuti al passare del tempo e alle intemperie da almeno 3 mila, forse da più di 6 mila anni. Il sito internet con tour virtuale, in italiano e inglese, è stato voluto dal Comune di Crodo e finanziato da Compagnia di San Paolo. Al tavolo dei relatori nel corso dell'appuntamento domese Francesco Rubat Borel, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Andrea Arcà e Angelo Eugenio Fossati della Cooperativa Archeologica Le Orme dell’Uomo,archeologi con esperienza più che trentennale nello studio dell'arte rupestre in Italia e nel mondo.

La balma antigoriana, è stato spiegato, vanta una delle più importanti pareti con pitture rupestri preistoriche di tutto l'arco alpino. 100 le figure dipinte, delle quali la metà significative, organizzate in 5 settori principali. A queste si aggiungono 2 incisioni, il tutto su un tratto di parete di circa 6 metri.

Il riparo è rifugio notturno dei cervi, dai quali prende il nome. Per dipingere le figure gli antichi esecutori hanno utilizzato pigmenti rossi di almeno due tonalità, rosso e rosso-brunastro, servendosi delle dita, di tamponi oppure di bastoncini di legno. È probabile che si siano avvalsi di ematite ocracea – ocra rossa, un ossido di ferro – dopo averla polverizzata e resa liquida con acqua o altri leganti.

Un sito eccezionale per quantità, qualità e stato generale di conservazione, scoperto nel 2008 da Livio Lanfranchi di Crodo. Le pitture sulle Alpi sono rare, forse c'erano ma col tempo sono scomparse. Molto più frequenti sono invece le incisioni. A livello locale troviamo pitture simili – ma molto più piccole e malridotte- anche a Croveo, frazione di Baceno, e all'Alpe Veglia.

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