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Tangenti e corruzione, filone novarese nell'indagine della Dda di Milano

Chiesti i domiciliari per l'ex presidente della provincia di Novara, Diego Sozzani. Agli arresti domiciliari l'Ad di Acqua Novara Vco, Andrea Gallina

milano tribunale

 

C’ è un filone novarese nell’inchiesta su tangenti e corruzione della Dda di Milano e che ha portato all’emissione di 43 ordinanze di custodia cautelare di cui 12 in carcere, 95 indagati e un giro d’affari di milioni di euro. La maxi operazione porta la firma dei carabinieri di Monza e vede coinvolti, fra gli altri, l’ex presidente della provincia di Novara, Diego Sozzani, l’amministratore delegato di Acqua Novara Vco, Andrea Gallina e Mauro Tolbar, di Divignano, titolare di una ditta di consulenze, in dagato perchè ritenuto "collettore delle dazioni illecite".

 

Il primo sarebbe finito nell’inchiesta per un illecito finanziamenti di 10mila euro, ricevuto da un imprenditore al fine di essere favorito nell’assegnazione di appalti da parte di società di servizi pubblici . I fatti si riferiscano all’epoca in cui Sozzani sedeva sui banchi del consiglio regionale . Per lui sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Sulla cui misura dovrà però esprimersi la Camera dei Deputati. Il forzista è stato infatti eletto lo scorso anno a Montecitorio. Gallina, Ad dell’azienda che gestisce il ciclo idrico integrato di 139 comuni fra Novarese e Vco, sarebbe al centro dell’inchiesta per un appalto da circa 6milioni di euro assegnato alla ditta Ecol Servizi per lo spurgo delle condotte fognarie e la pulizia delle vasche degl impianti di Acqua Novara Vco. Gallina, che è stato nominato ai vertici di Acqua Novara Vco dal Comune di Novara, è accusato di turbativa d'asta e corruzione: è agli arresti domiciliari. Proprio il fatto che Gallina sia stato nominato dall' amministrazione comunale ha indotto il sindaco gaudenziano, Alessandro Canelli, a chiederne le dimissioni. Trait d’union fra i novaresi sarebbe stato l’imprenditore Daniele D’Alfonso. Intanto Sozzani a commento della difficile giornata vissuta ha detto all’Ansa :"Non appena avrò letto le carte, parlerò con la mia capogruppo alla Camera e poi con il coordinatore regionale e mi sospenderò da ogni incarico. Non solo, ma se scoprissi che ci fosse anche solo un'ombra, mi dimetterò immediatamente da deputato. Non ho mai saputo nulla di questa inchiesta, non ho mai ricevuto nessuna informazione di garanzia - prosegue il parlamentare di Forza Italia - Mi hanno avvisato di aver letto la notizia sui giornali mentre ero in macchina e mi stavo recando a Roma”.

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