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Sarà dedicata al Futurismo la nuova grande mostra a Palazzo San Francesco

Firmata da Antonio d'Amico, vanterà opere di Depero, Boccioni, Dottori, Crali, Rizzo e Balla che dialogheranno con la storia locale. Allestimento dal 22 giugno al 3 novembre

 

 domodossola pal san francesco

Sarà dedicata al Futurismo, con nomi come Depero, Boccioni e Balla, la grande mostra dell'estate 2019 a Palazzo San Francesco a Domodossola. Fortemente voluta dall'amministrazione comunale nel solco del successo raccolto dagli eventi precedenti e con obiettivi ambiziosi in termini di numero di vistatori, è stata sempre affidata al curatore Antonio D'Amico, che proporrà un intreccio tra storia locale e grandi firme dell'arte mondiale.

Importanti i partner: dal Mart di Trento alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Roma, saranno una settantina le opere esposte provenienti da musei pubblici e collezioni private italiane ed estere, a 110 anni dal "Manifesto Futurista" di Filippo Tommaso Marinetti che diede il la a quella che fu anche la prima avanguardia europea.

<Racconteremo il periodo più bello e rigoglioso che Domodossola ha vissuto agli inizi del secolo scorso, tra fine 1800 e il secondo Dopoguerra> spiega D'Amico.

In apertura di percorso ci saranno infatti due manichini con gli abiti tradizionali originali di fine 1700 delle valli Anzasca ed Antrona. Vennero esibiti in occasione dell'Esposizione Nazionale di Milano del 1881 e da allora giacevano nei depositi museali domesi. <Sono stati restaurati, in realtà ce ne sono altri, si cercheranno i fondi per dare nuova vita anche a questi> precisa D'Amico.

Manichini e abiti racconteranno l'antico rapporto idilliaco tra uomo, territorio e natura, un rapporto che con il Futurismo cambia, con la supremazia della tecnologia umana sulla natura, e si scompone. Il clou di questa prima sezione sarà "Senso" di Leonardo Dudreville, per altro legato al territorio locale– ricordiamo che Dudreville si trasferì sul lago Maggiore, a Ghiffa, dove morì nel 1976.

"Cuore" della mostra è il volo di Chavez, episodio che offre lo spunto per indagare il rapporto dei futuristi con la sfida dell'aria. Parliamo di "aeropittura", branca del Futurismo sviluppatasi attorno agli Anni '20 basata sui concetti di volo e dinamismo; attese opere di Tullio Crali, Fortunato Depero, Gerardo Dottori.

Infine focus sul Sempione e sul Traforo inaugurato nel 1906; <La stazione domese diventa internazionale, sono più facili i collegamenti tra Italia e Svizzera, è boom di immatricolazioni di auto> dice D'Amico. Verranno esposti la prima auto immatricolata a Novara, e poi "Treno in corsa" del siciliano Pippo Rizzo, che dialogherà con una cartolina di Giacomo Balla. La mostra sarà a Palazzo San Francesco dal 22 giugno al 3 novembre.

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