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Illeciti nella costruzione di centraline in Ossola e Cannobina

I Carabinieri forestali hanno denunciato dieci persone per irregolarità riscontrate in quattro cantieri

forestali controlli centraline

 

 

Opere difformi dai progetti, alberi abbattuti senza autorizzazione: irregolarità nella realizzazione di quattro centrali idroelettriche tra Valle Vigezzo, Valle Formazza e Valle Cannobina. Il Nucleo Investigativo Forestale, con le Stazioni di Baceno, Cannobio e Santa Maria Maggiore, ha effettuato una serie di accertamenti sui lavori di costruzione di quattro centrali idroelettriche nel Vco.: due in valle Vigezzo, entrambe con derivazione dal Torrente Melezzo Orientale, una in Valle Cannobina con derivazione dal Torrente Cannobino e l’altra il Val Formazza con derivazione dal Torrente Devero. Ha collaborato anche il personale dell’Ufficio Georisorse della Provincia. Dai controlli eseguiti è emersa in tutti e quattro i casi l’esecuzione di opere non preventivate in progetto o comunque realizzate in difformità agli elaborati tecnici approvati. Gli illeciti spaziano dalla  costruzione degli edifici principali con sagome e dimensioni difformi, alla realizzazione di piste d’acceso al cantiere abusive, all’abbattimento non preventivato di alberi, all’occupazione di fondi e terreni non previsti nel piano d’esproprio. Complessivamente, tra rappresentati legali delle imprese committenti, titolari delle ditte esecutrici delle opere e direttori dei lavori, dieci persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per abuso edilizio ed esecuzione di lavori in assenza di autorizzazione paesaggistica ed idrogeologica in aree vincolate. Le centrali in corso di realizzazione in Valle Vigezzo e Valle Cannobina sono state commissionate da tre ditte di Milano, quella in Val Formazza invece da un’impresa di Domodossola.

 

Per gli interventi che pur realizzati abusivamente risultino, a valutazione della Soprintendenza ai Beni Ambientali, paesaggisticamente compatibili sarà possibile per i trasgressori sanare con ill pagamento di sanzioni amministrative. Le opere non sanabili dovranno essere invece ripristinate in conformità ai progetti autorizzati. I Comuni hanno adottato apposite ordinanze di sospensione dei lavori in corso. 

Maria Elisa Gualandris

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