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I fornitori della Provincia di nuovo al Tecnoparco

 verbania tecnoparco

Chiedono tempi certi per i pagamenti ma ad ora i soldi non ci sono e non è possibile dare tempistiche. Hanno incontrato il segretario generale Marocco e la dirigente dell'ufficio finanziario Pappadà

 

 

Una quindicina di fornitori della Provincia del VCO sono tornati al Tecnoparco. E' successo ieri mattina, hanno incontrato il segretario generale Pierluigi Marocco e la dirigente dell'ufficio finanziario Delfina Pappadà. Chiedevano chiarimenti, in particolare una data per i pagamenti, si trattava per lo più di piccoli imprenditori che hanno in appalto il servizio neve. Ma ad ora per loro i soldi non ci sono e non è possibile dare tempistiche.

Non sono mancate rimostranze e recriminazione di persone che chiedono la certezza di un saldo di lavori eseguiti più di un anno fa, lavori che per altro rientrano tra quelli utili alla pubblica collettività: hanno pulito e salato le nostre strade per renderle transitabili in caso di neve e ghiaccio, sono intervenuti per la sicurezza delle nostre arterie e continuano a farlo. Aziende che rischiano di fallire a causa dell'esposizione con le banche, che potrebbero trovarsi costrette a licenziare i dipendenti.

Al momento gli importi che saranno girati dalla Regione alla Provincia serviranno a coprire lo scoperto di cassa e non a saldare i creditori.

<Noi abbiamo ricordato il percorso avviato che dovrà essere necessariamente breve, c'è stato uno scambio di informazioni, abbiamo ribadito che c'è un discreto lavoro da fare che va eseguito col massimo impegno e nel minor tempo possibile> ha spiegato Pappadà, <E' difficile anche prevedere se possa accadere qualcosa di diverso, per esempio trasferimenti statali, quello di gennaio è un mese dedicato alle aperture ed è dunque un momento proceduralmente difficile> ha aggiunto. Chiesto un intervento della Provincia presso le banche per le fatture anticipate in scadenza, da altri la proposta di decurtare parte dello stipendio dei dipendenti provinciali a favore dei creditori. <Abbiamo ascoltato la richiesta ma al momento non c'è alcun privilegio, speriamo in una soluzione complessiva> ha affermato Pappadà, concludendo: <Sarebbe un palliativo, non ci sentiamo dei privilegiati, siamo tutti in grande difficoltà>.

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