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Caso politico a Verbania, Immovili inneggia al fascismo

E' successo ieri sera nel corso del consiglio comunale. Brezza (Pd) : " Oltre la decenza politica "

 

immovilli

“Le migliori idee arrivano dal centro destra. E’ sempre stato così per storia. Abbiamo rinnegato il fascismo, abbiamo dimenticato i vent’anni precedenti al conflitto mondiale, ci ricordiamo soltanto delle ombre ma non delle luci. E questa è storia. Basta girare l’Italia e ci rendiamo conto cosa fece Benito Mussolini quando era governatore tra strade, scuole, porti lungolaghi, basta girare Verbania”. E’ scoppiato un caso politico sulle dichiarazioni di Michael Immovilli, il consigliere comunale di Forza Silvio, intervenendo ieri sera sull’ordine del giorno per lo spostamento del Catasto a Fondotoce con l’Agenzia delle Entrate. Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie il consigliere del Pd Riccardo Brezza, che è subito intervenuto per chiedere la censura delle parole di Immovilli. Nonostante ciò il presidente del consiglio comunale non ha censurato il consigliere di centro destra.  

 

“Il punto è che un consigliere di una Città medaglia d’oro al valore civile per la Resistenza - commenta Brezza - non dovrebbe nemmeno pensare di pronunciare parole del genere nel consesso più alto della Città. Perché significa non avere il senso della storia, oltre che della decenza politica”. 

E aggiunge: “A mio modo di vedere tutto questo è di una gravità inaudita, e penso dovrebbe levarsi un coro unanime di sdegno, non contro la persona, ma contro l’idea che tutto questo sia in fondo normale. E invece non lo è affatto, ma purtroppo sta tornando, nella pancia del paese e della destra di questo paese, come un fatto di normalità”. La notizia delle dichiarazioni di Immovilli ha fatto il giro da siti nazionali di informazione. E il consigliere rincara la dose: “E’ forse il momento di riscrivere la storia che i nostri benpensanti nel dopoguerra hanno risolto di cancellare ai posteri le vicende vissute dalla prima guerra mondiale all’inizio della seconda. Ci hanno propinato nei testi scolastici, quattro pagine, dico quattro di numero  sul periodo del ventennio. Chissà perché la storia delle Foibe ci è stata portata a conoscenza dopo gli anni 80?”.

Maria Elisa Gualandris

 

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