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Dieci giorni di lavoro per cercare di evitare il dissesto della Provincia del VCO

Si è tenuta oggi una partecipata seduta del consiglio provinciale, alla quale ha preso parte il sottosegretario al ministero dell'interno Stefano Candiani

 

verbania consprov candiani

Dieci giorni di lavoro per cercare di evitare il dissesto della provincia del Vco. Si è tenuta oggi una partecipata seduta del consiglio provinciale, alla quale ha preso parte il sottosegretario al ministero dell'interno Stefano Candiani. Con lui presenti anche il prefetto del Vco Iginio Olita, il deputato leghista Alberto Gusmeroli, l'ex presidente della provincia Stefano Costa e molti amministratori locali. Tra i banchi della maggioranza, in rappresentanza della lista "La provincia per il territorio", si è seduta anche la deputata forzista Mirella Cristina, che ha preso il posto di Luigi Spadone, decaduto da consigliere comunale a Cursolo Orasso, paese inglobato nel neonato comune della Valle Cannobina. I conti dell'ente restano drammatici. "Il nostro dissesto si attesta sui 32 milioni di euro – ha ricordato all'assemblea e ai presenti il presidente Arturo Lincio –. Il 65% delle risorse trasferite dallo stato alla provincia sono state decurtate dalla legge Delrio. Inoltre, la regione Piemonte non ci viene incontro non riconoscendoci i canoni idrici, che non sono un privilegio del Vco ma sono risorse dovute". "Siamo arrivati ad un bivio e probabilmente dovremo imboccare la strada del dissesto – ha aggiunto il consigliere di maggioranza Giandomenico Albertella –. Alla data odierna c'è il blocco totale di qualsiasi spesa dell'ente, dagli stipendi dei dipendenti al pagamento dei mutui fino alle utenze. Il Vco con il referendum dello scorso ottobre aveva già espresso un grido di dolore e tutti erano pronti a riconoscere l'autonomia del territorio, ma ora non ne parla più nessuno". Entro la fine di gennaio la provincia ha bisogno di circa 3 milioni di euro per continuare a sopravvivere, quindi la strada appare alquanto in salita. "Problemi iniziati nel 2012 che si sono prolungati fino al 2018 – ha ammesso Costa –. Già nel corso della mia amministrazione eravamo arrivati ad un passo dal dissesto, ma lo evitammo per non danneggiare ulteriormente il nostro territorio dal punto di vista economico, visto che i creditori dell'ente avrebbero ricevuto solo il 30-40% del totale". Anche il capogruppo di minoranza Gianni Morandi ha sottolineato come "ormai il dissesto sta diventando una condizione, non più una scelta". Il consiglio provinciale si riaggiornerà entro dieci giorni e, se non dovessero esserci nuove entrate dal ministero o dalla regione, verrà dichiarato inevitabilmente il dissesto dell'ente.

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