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Frana Cannobio. Locatelli : " Ci rammarica non essere stati invitati in Prefettura "

Il presidente del Coordinamento frontalieri del Vco sottolinea i pesanti disagi a cui sono costretti i lavoratori occupati nel Canton Ticino : " E' una vergogna"

locatelli

 

Lavori mai iniziati, progetti rimasti nel cassetto e frane che, invece, si ripresentano con costanza, in tutta la loro pericolosità. Protestano i frontalieri per la situazione in cui versano le strade che collegano l’Ossola e il Verbano, al Canton Ticino. “E’ una vergogna,” denuncia dal Coordinamento provinciale dei frontalieri del VCO, Antonio Locatelli. “Le istituzioni locali hanno chiesto più volte di tramutare le promesse in atti concreti, come nel caso della statale 337, davvero emblematico e vergognoso per il semplice fatto che dal 2015 sono disponibili 70 milioni di euro ma non si è stati ancora in grado di appaltare i lavori”. Promesse lontane dal concretizzarsi, una beffa che suona ancora più forte per i drammi legati a questa arteria e alla statale 34, con un tragico conto di sei vite umane, per colpa delle frane. “C’è tanta  rabbia e dolore – prosegue Locatelli -. Penso ai due turisti svizzeri morti a Meis lo scorso 1 aprile, poco distante dal punto in cui venticinque anni fa, esattamente l’11 novembre del 1993, morirono tre giovani frontalieri, Diego Bergamaschi, il fratello Alberto e la fidanzata di quest’ultimo, Catherine Zurbriggen, con l’auto su cui viaggiavano che fu colpita in pieno da un grosso masso staccatosi dalla galleria di Olgia. Poi lo scorso 18 marzo la frana che ha travolto il motociclista svizzero Roberto Ripamonti, caduta nello stesso punto della statale 34 in cui s’è verificato questo nuovo smottamento lunedì, tra gli abitati di Cannero e Cannobio”. “Tutti i giorni i frontalieri rischiano la vita in strada, per guadagnarsi la pagnotta in Svizzera” sottolinea Locatelli. Che aggiunge: “Ora sono anche obbligati a servirsi di percorsi alternativi, decisamente più lunghi”. “Ci rammarica anche il fatto – conclude - di non essere stati invitati al  vertice di ieri in Prefettura, proprio noi, che siamo i più sacrificati in questo momento”.

 

Marco De Ambrosis

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