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Via libera di Christo alla passerella tra Ascona e le Isole di Brissago

L'artista è ospite del Locarno Festival. I promotori dell'opera: "Il nostro è un progetto completamente diverso da quello sul Lago d'Iseo ma siamo contenti sia stata fatta chiarezza"

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Via libera dell'artista di origini bulgare Christo, in questi giorni ospite al Festival del cinema di Locarno, alla passerella galleggiante che dovrebbe collegare Ascona con le Isole di Brissago. Un'opera ispirata proprio dalla sua installazione artistica realizzata nel 2016 sul Lago d'Iseo. <La struttura galleggiante è stata usata in diversi modi, non si tratta di rubare l'idea, sono cose che si fanno abitualmente> ha affermato lo stesso Christo, aggiungendo come il fatto che la passerella sia stata concepita a cubi che s'incastrano renda l'installazione molto facile da utilizzare.

Soddisfazione dopo queste dichiarazioni da parte dei promotori dell'opera, anche se il portavoce Benjamin Frizzi precisa: <Si tratta di due progetti totalmente diversi, il nostro non ha nulla a che fare con l'opera d'arte realizzata sul Lago d'Iseo>; la passerella sul Verbano punta alla riscoperta, attraverso la passeggiata, del lago e dell'ambiente, e vuole promuovere il turismo. Non sarà per sempre ma per 3/5 anni così da evitare affollamenti e fungere da richiamo costante. <Sono contento della presenza dell'artista a Locarno e mi rallegra sia stata fatta chiarezza> aggiunge Frizzi.

Se l'opera che partiva da Sulzano era ricoperta da un tessuto sgargiante arancione dorato, segno distintivo dell'artista, per il Lago Maggiore non dobbiamo immaginare nulla di fosforescente ma qualcosa che si inserirà nel modo più armonioso possibile nell'ambiente circostante; il colore non è ancora stato definito.

Sempre più concreta dunque la realizzazione di quest'opera e proprio ieri c'è stato un incontro per un primo punto sul lungo iter tra i promotori e le parti istituzionali. In fase molto avanzata anche i rapporti con gli sponsor privati che dovrebbero finanziare l'opera del costo di circa 30 milioni di franchi.

<Stiamo cercando di capire come sia giusto procedere, manca ancora un iter pianificatorio, tra un paio di mesi – conclude Frizzi – potremo avere tempistiche più chiare>.

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