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Bufera sulla nuova addetta alla comunicazione di Belgirate

Nei giorni scorsi si era aggiudicata il bando, ieri la giunta comunale ha deliberato l’accettazione della rinuncia all’incarico. Nel mezzo, dura presa di posizione della minoranza ed interrogazione parlamentare. Il sindaco: "Non ha mai lavorato per noi"

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Una bufera sulla nuova addetta stampa del Comune di Belgirate: nei giorni scorsi si era aggiudicata il bando, ieri la giunta comunale ha deliberato l’accettazione della rinuncia all’incarico. Nel mezzo, una dura presa di posizione della minoranza ed un’interrogazione parlamentare degli onorevoli Enrico Borghi ed Emanuele Fiano.

Flavia Filippi, Antonella Gallo e Marco Maestri del gruppo consigliare Belgirate Viva in un comunicato spiegavano che “l’amministrazione comunale ha deciso di impegnare ben 5.500 euro di soldi pubblici per un bando semestrale di Addetto alla Comunicazione del Comune (542 abitanti)”. Lo stesso gruppo riferiva che dopo aver preso visione delle foto inneggianti al nazi-fascismo, postate e poi rimosse sul profilo Facebook della professionista, condannava in modo assoluto il contenuto di tali foto, che, scrivevano Filippi, Gallo e Maestri, offendono la memoria di milioni di persone cadute nell’Olocausto, oltre che la memoria dei belgiratesi. La minoranza si dissociava dall’iniziativa del Comune di Belgirate e ringraziava Borghi ed Fiano per il pronto intervento in tal senso con un’interrogazione presentata ieri alla Camera dei Deputati.Nel documento dei due onorevoli si chiedeva un intervento nei confronti dell’amministrazione belgiratese al fine di consigliare di procedere con l’annullamento in autotutela del bando di gara esperito per tutelare l’immagine della comunità belgiratese.

Sempre ieri dunque, ultimo sviluppo, la rinuncia dell’incarico. “Con la vittoria del bando da parte della signora in questione avevamo l’obbligo di procedere ma alla luce degli ultimi avvenimenti la stessa non ha lavorato un minuto per noi e per noi non lavorerà mai” il commento del sindaco Valter Leto, che prosegue: “Non è costata e non costerà un solo euro alle casse comunali, fatto salvo che su certi argomenti siamo particolarmente sensibili. E’ stata fatta una tempesta in in bicchiere d’acqua” ha concluso. Come da obblighi di legge la nomina è passata al secondo classificato, la cui richiesta economica era però fuori budget. Niente addetto stampa quindi per il comune.“La minoranza consiliare ha svolto efficacemente il suo ruolo di controllo conferitole dalla legge” il commento di Belgirate Viva, che auspica che la somma risparmiata venga ora impegnata per più lodevoli cause.

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