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E' il cusiano Andrea Piana il morto rinvenuto nei boschi di Carpignano Sesia

 carpignano cc morte piana

L'uomo, con un passato da tossicodipendente, ha raggiunto in moto la località dove ha trovato la morte. L'autopsia farà luce sulle cause della morte

Appartiene ad Andrea Piana il corpo privo di vita ritrovato ieri pomeriggio nei boschi di Carpignano Sesia. A scoprire il cadavere un pastore che ieri stava transitando con il suo grosso gregge di pecore proprio in quei sentieri della Valsesia che si raggiungono percorrendo via Dell’Indipendenza. L’uomo ha subito allertato i carabinieri di Fara Novarese che sono intervenuti tempestivamente. Sul posto è stata attivata anche una ambulanza del 118, ma ormai per il trentacinquenne non c’era più nulla da fare. Il medico legale non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Il suo corpo è stato ricomposto all’obitorio dell’ospedale Maggiore di Novara a disposizione del magistrato che ne ha disposto l’autopsia. Andrea Piana era originario della Valstrona, viveva a Fornero con l’anziana madre, il padre era deceduto un paio di anni fa. Piana ha sempre avuto una vita travagliata, conosciuto dalle forze dell’ordine per assunzione e spaccio di stupefacenti. Sarà l’esame autoptico a stabilire le cause del decesso. Il Piana pare avesse raggiunto Carpignano con il proprio motorino. In passato aveva lavorato come autista per una ditta di trasporti, poi ha trascorso un lungo periodo in una comunità per il recupero da tossicodipendenza. Ne era uscito da poco e aveva trovato occupazione in una azienda per la raccolta e il riciclo dei rifiuti. Aveva la volontà di rifarsi una vita, in passato aveva avuto anche una fidanzata, il suo obbiettivo era quello di formarsi una famiglia. Il sindaco di Carpignano Sesia Giuseppe Maio ha affermato: «Ho segnalato ripetutamente alle forze dell’ordine che nei boschi dell’Est Sesia lo spaccio trova terreno fertile e sta assumendo una dimensione preoccupante. Il ritrovamento del giovane morto, se venisse confermata la causa del decesso ipotizzata, è un ulteriore campanello d’allarme che deve motivare interventi non più rinviabili». 

 

Franco Filipetto

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