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Nuovo regolamento cave: norme chiare a garanzia del settore

cava

Sono state approvate dalla Giunta regionale le disposizioni attuative della nuova disciplina sulle attività estrattive (legge regionale 23/2016) . Il provvedimento completa un lungo lavoro di confronto politico e tecnico, avviato nel 2015 e finalizzato a riformare la normativa a sostegno degli operatori del settore.

Tra le principali novità del nuovo regolamento, la definizione dei requisiti fondamentali di legalità per l’ammissibilità della domanda e il possesso di capacità tecniche ed economiche minime dell’impresa in rapporto alle diverse entità di progetto.

«Regole chiare – commenta l’assessore De Santis – che vanno a garanzia degli operatori onesti, per permettere loro di avere procedure più semplificate e per rilanciarsi dopo il periodo di crisi. Il settore, che in Piemonte ha oltre 270 esercenti per circa 1500 dipendenti, va sostenuto e difeso».

Nella nostra regione, oltre alle attività estrattiva per il reperimento di sabbie e ghiaie, sono presenti giacimenti e cave di materiali industriali, per la produzione di cemento, calce, gesso e laterizi e per l’industria vetraria. Nel campo delle pietre ornamentali di pregio si rilevano alcune importanti aree estrattive, in particolare, ad esempio, la coltivazione di graniti, serizzi, e beole nel Verbano-Cusio-Ossola, la pietra di Luserna nei territori di Bagnolo Piemonte, Luserna San Giovanni e Rorà, la quarzite a Barge.

Il regolamento semplifica le procedure burocratiche con la creazione di una modulistica unificata per l’intero territorio regionale, valida sia per i procedimenti di competenza provinciale, sia per quelli di competenza regionale e strutturata per la parte anagrafica sulla base della modulistica nazionale realizzata per la SCIA. Per ogni attività da svolgere viene specificata la documentazione tecnica necessaria, che consente così di rendere omogeneo sull’intero territorio regionale il grado di approfondimento progettuale richiesto.

Tra le novità da segnalare, inoltre, le disposizioni per i progetti finalizzati al riuso e alla valorizzazione dei siti minerari dismessi, che sono soggetti ad autorizzazione della Regione: regole oggi più chiare potranno riuscire a rendere maggiormente efficienti le operazioni di recupero.


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