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Sanità.L'analisi di Gallo

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Il presidente di Sos Ossola commenta l'attuale dibattito in corso 

COMUNICATO STAMPA - Per onestà intellettuale e con una punta di rammarico sostengo che la precedente giunta regionale a trazione PD, esattamente come a livello nazionale, ha tradito, oltre all’elettorato tradizionale come i lavoratori, tutte le periferie, urbane e territoriali, montane e di confine com’è evidente dal risultato elettorale a livello generale, regionale e locale. La nuova giunta regionale si sta impegnando, a detta anche del neo eletto consigliere regionale del nostro territorio Preioni, di sciogliere i nodi generali del territorio e anche relativi all’organizzazione socio sanitaria del Piemonte e, per quanto ci riguarda, del VCO a partire da quelli degli ospedali: uno o trini? Senza falsa modestia e in forza dell’esperienza ultra decennale nel campo socio sanitario con risultati incredibili, m’impegno a non spara cazzate e sostengo che l’ospedale unico con DEA per questo territorio, sic et simpliciter, è stato solo frutto della visione neocentralistica nazionale e torinocentrica in Piemonte, dimenticandosi che eravamo nel piè monte. La difficoltà con un unico ospedale con DEA di garantire l’urgenza e l’emergenza, è un’evidenza che non può essere ignorata. Pertanto occorrono “aggiustamenti” che tengano conto della tripolarità del nostro territorio nonostante la mancanza di numero di abitanti necessari. Per la verità bisognerebbe tener conto anche del furto continuato di servizi importanti e di varia natura al territorio con particolare riguardo all’Ossola e che con la provincia di Novara erano stati riconosciuti. Lo spopolamento della montagna ne è stato una conseguenza di questi furti. Il progresso scientifico e tecnologico nel campo della salute, sia per le nuove specializzazioni mediche e, soprattutto, per le nuove attrezzature tecnologiche, sempre più innovative e sofisticate relative alla diagnostica ma anche alla cura medica e soprattutto chirurgica, indussero esperti sanitari e la politica ad aggregare e accorpare sempre di più. Questo tipo di risposta ha allontanato sempre di più la gran parte degli utenti dalle strutture; come in una piramide che allarga la sua base e allontana sempre di più il vertice. Fortunatamente oggi la tecnologia ha cominciato a invertire la rotta e coinvolgere le periferie come abbiamo potuto verificare anche nei nostri ospedali del VCO. Il direttore generale dell’ASL vco dr. Angelo Penna, a mio modesto parere persona molto dinamica e capace, ha intrapreso molte iniziative di rilievo tecnologico tutte molto interessanti e notevoli anche se io apprezzo molto gli sforzi e gli ampliamenti relativi ad emodinamica che sono in essere e in divenire. Sarebbe interessante sapere, seppur genericamente, quanti infarti siano stati evitati con la congiunta azione di cardiologia ed emodinamica nel VCO. Di recente il dott. Penna ha voluto confermare la sua preferenza per un ospedale unico con DEA in questo territorio per convinzione e coerenza con gli impegni da lui presi con la precedente amministrazione regionale. Dichiarazione apprezzabile purché la scelta non sia quella di Ornavasso collina, sia per le spese di viabilità aggiuntive necessarie a raggiungere il sito prescelto, ma anche per la scelta che è stata una forzatura nei confronti sei cittadini del territorio e che ha prodotto ulteriori fratture e divisioni dopo che numerosi e precedenti impegni erano stati ampiamente traditi sia dalla giunta regionale sia dagli esponenti del territorio a partire da chi ha spaccato e diviso il territorio dell’Ossola, aggregando al Verbano e al Cusio l’Ossola inferiore per meri interessi elettoralistici personali, isolando l’alta Ossola che è la realtà più periferica, montana, di periferia e di confine. Un mio modestissimo ma cortese invito è di prendere atto che vi è una nuova amministrazione che affronterà tale tema ex novo e alla quale il DG potrà fornire tutte le indicazioni su questo tema e altri. Io penso che bisognerà mettere in piedi una rete ospedaliera che riguardi tutto il Piemonte e valorizzi anche le periferie. Una rete che non sia subordinata solo al pur necessario numero di popolazione relativa alle singole ASL periferiche senza eccessivi vincoli alleggerendo la questione ma facendo del Piemonte intero una rete unica interconnessa e interdipendente. Alcuni si scandalizzano se si parla di coinvolgimento dei privati facendo finta di ignorare che nel VCO la sanità privata convenzionata è al 70 % mentre la somma del Castelli e del San Biagio arriva al 30%. Il madonna del Popolo è “neutro” perché è per metà o poco più pubblico e per metà privato. A differenza di chi ha proposto di cancellare il Castelli a Verbania estendendo il territorio dell’ASL fino a Borgomanero, io penso che bisogna approfittare della presenza cospicua di sanità privata convenzionata per la gestione dell’Ospedale Castelli esattamente come si è fatto per il Madonna del Popolo ad Omegna. I privati che hanno radici anche in altri territori e utenti ben oltre la popolazione del VCO, sarebbero certamente interessati a fare si che a Verbania vengano pazienti di altri territori oltre al VCO se di doterà di servizi importanti. Facciamo presente che le strutture private presenti già utilizzano oltre misura il DEA di Verbania da parte dei loro utenti al primo starnuto. A questo punto la scelta dell’ospedale pubblico al 100% unico con dea del VCO non potrebbe essere che quello realizzabile a Domodossola, ma su questo tema il sindaco Pizzi dovrebbe non continuare di parlarsi addosso e cercare alleanze tra i sindaci del territorio; credo che questa questione sia dirimente per fare passi avanti. Naturalmente l’urgenza e l’emergenza dovrebbe esser garantita oltre cha al nuovo San Biagio, seppure a differenti livelli, sia al Madonna del Popolo che al Castelli. Nel vecchio San Biagio concentrare servizi territoriali centrali e poliambulatori prima di svendere qualche struttura o alienare. Con questa proposta a me sembra che si salvino”capra e cavoli”. Presidente gruppo FB SOS Ossola Cusio Verbano già presidente USSL 56 Ossola Bernardino Gallo

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