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Caso Crapanzano: il comunicato stampa della Questura

 crapanzano

 

Ieri le dimissioni del Giudice di Pace del Tribunale di Verbania Carlo Crapanzano. E' indagato, insieme con altri soggetti, per il reato di corruzione giudiziaria

 

 

Comunicato stampa Questura di Verbania – Nell'ambito di un'attività di indagine delegata dal Coordinatore del II Dipartimento della Procura della Repubblica di Milano dott.ssa Ilda Boccassini e dal Sostituto Procuratore dott. Paolo Filippini, nella prima mattinata del 15 maggio u.s., personale appartenente alle aliquote Polizia di Stato della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Milano, unitamente a personale appartenente all'Aliquota Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Verbania ha proceduto a eseguire in Domodossola, Verbania e Novara un decreto di perquisizione locale a carico dei seguenti soggetti:

 

- Avv. Carlo Crapanzano, n.1966, Giudice di Pace del Tribunale di Verbania;

- Avv. R.D.F., n. 1994

- sede della Gran Loggia degli ALAM (Antichi Liberi Accettati Muratori) di Novara

 

Nel relativo procedimento penale sono indagati per il reato di corruzione giudiziaria ex art. 319 ter c.p. i seguenti soggetti:

 

- Carlo Crapanzano, n. 1996

- R.D.F., n. 1984

- A.D., n. 1996

- S.F., n. 1952

- O.T., n. 1976

- G.R., n. 1996

- M.D.V., n. 1974

 

L'origine delle attività di indagine risale al maggio 2018, quando veniva segnalato alla Procura di Verbania l'anomalo accoglimento da parte del Giudice di Pace di Verbania Carlo Crapanzano di un ricorso avverso una contravvenzione al Codice della Strada.

Dalle successive indagini emergeva che diversi ricorrenti, presentato o sponsorizzati da persone influenti sul territorio, contattavano direttamente il Giudice per presentare i propri ricorsi.

Emergeva inolstre l'appartenenza di Crapanzano alla Gran Loggia degli ALAM con sede sita in Novara. Ciò che è risultato maggiormente significativo è l'intensa frequentazione di Crapanzano con alcuni imprenditori locali appartenenti alla Loggia che sembrano avere usufruito di veri e propri favori da parte del Giudice o, comunque, della sua attività professionale, mettendo ciascuno le proprie professionalità al servizio della ristretta cerchia di massoni, per il bene comune del gruppo.

In tale contesto sono stati dall'indagine inquadrati i rapporti tra Crapanzano e l'Avv. D.F., professionista che ha consentito a Crapanzano di elargire i favori e le proprie consulenze agli altri indagati. Tale consapevole collaborazione è apparsa finalizzata, per ognuno, all'ottenimento del proprio obiettivo ovvero asservire la propria funzione agli interessi della Loggia per il primo, ottenere incarichi professionali, e quindi remunerazioni, per la seconda.

E' apparso comunque evidente, nel complesso, come Crapanzano abbia mantenuto una sostanziale regia dietro numerosi ricorsi affiché potesse trattarli personalmente o, comunque, potesse contribuire al buon esito delle vicende giudiziarie tramite l'Avv. D.F..

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