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Caccia, la posizione di Anlc Alessandria

 
 
 
 
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L'associazione dei cacciatori replica alle parole del commissario del comprensorio alpino Vco2

 
COMUNICATO STAMPA - Replichiamo doverosamente alle incredibili dichiarazioni rilasciate dal Sig. Fausto Braito, commissario del Comprensorio Alpino Verbano-Cusio-Ossola 2 (CAVCO2), in relazione ad una situazione che ha visto la nostra Associazione prendere una posizione netta e decisa contro il suo operato. Mesi fa il Sig. Braito, non contento di aver disposto l’acquisto di un automezzo durante il regime di commissariamento del comprensorio, e cioè quando a lui erano consentite solo operazioni di ordinaria e non certo di straordinaria amministrazione, ha pure pensato bene di destinare il costoso fuoristrada ad un uso forse nobile, ma certo non tra quelli che rientrano tra i compiti precipui e le prerogative che la l.157/92 assegnano ad un A.T.C. o un C.A., enti nati per gestire senza scopo di lucro il territorio agro-silvo-pastorale in relazione all’attività di carattere venatorio. Infatti tale mezzo, dopo esser stato doverosamente attrezzato, avrebbe dovuto essere ceduto in “comodato gratuito” alla Polizia Provinciale che, così almeno ci veniva riferito, l’avrebbe potuto utilizzare per i suoi normali servizi di vigilanza; non solo, perché veniva anche verbalmente segnalato come l’operazione avesse ricevuto autorizzazione ed avvallo da parte della stessa Regione Piemonte.  A nessuno sfuggirà l’enormità della cosa, tanto che l’Associazione Nazionale Libera Caccia aveva ritenuto di inviare al commissario una pronta richiesta di chiarimenti (raccomandata a/r del 06/03/18), ma…senza mai ottenere risposta alcuna! Ora, sei mesi dopo, queste “esternazioni” pubbliche del commissario che lamenta scarsa collaborazione da parte del mondo venatorio, accusando addirittura i cacciatori di ostacolare la Polizia Provinciale. Respingiamo al mittente le ignobili e immotivate accuse, rammentando a tutti come il rispetto di norme e leggi i cacciatori lo conoscano bene, tanto da essere questi alla base della concessione di un porto d’armi e del conseguente rilascio della licenza di caccia, ragion per cui certo non possiamo prendere lezioni da lui in materia. Sfugge poi all’indignato amministratore come i soldi che s’è trovato in cassa fossero denari quasi interamente versati dai cacciatori con il pagamento delle quote associative e dei capi, e che questi debbano essere destinati, oltre che al ristoro dei danni agricoli, al sostegno delle spese legate all’attività venatoria. Anche qui un ripassino alla l.157/92 non guasterebbe affatto.  Non tocca certo ad un A.T.C. o un C.A.,  e men che meno è facoltà riservata ad un commissario, disporne diversamente, fosse pure per sostituirsi ad uno scadente apparato pubblico che fa mancare ad alcuni suoi pezzi risorse o strumenti. Ora si dovranno insediare i nuovi comitati di gestione e la questione potrà essere nuovamente affrontata, ma la posizione di Libera Caccia resterà sempre quella di difendere i cacciatori e i loro diritti. D’ora in poi…anche i loro soldi!  
 
Associazione nazionale Libera Caccia
 
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