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Il Coni esclude la candidatura di Riale a Olimpiadi 2026

Il sindaco di Formazza Papa: "La nostra pista è ottima e potrà servire per gli allenamenti degli atleti". Mirella Cristina (Fi) contro la candidatura unitaria: "Penalizza la vera montagna"

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Formazza spera ancora nelle Olimpiadi. Fa discutere la candidatura unitaria Torino-Milano-Cortina alle Olimpiadi 2026. Per quanto riguarda la candidatura piemontese, dal masterplan emerge che saranno solo tre le sedi:lo sci a Sestriere, il pattinaggio di velocità all’Oval e una parte dell’hockey al PalaAlpitour.

Per quanto riguarda la nostra zona, dopo che, lo scorso giugno era stata avanzata la candidatura di Riale per ospitare le gare di sci nordico, Il Coni ha preferito assegnare la candidatura interamente alla Valtellina con Bormio. La località sarà Santa Catetrina o un'altra da individuarare in accordo con la Fisi e Regione Lombardia.

Non c'è rammarico, però nelle parole del sindaco di Formazza Bruna Papa: "La candidatura di Riale è nata con l'intento di far presente a tutti, che qui c'è una pista che è stata finanziata coi fondi per le Olimpiadi di Torino 2006, e che, con qualche altro investimento potrebbe essere una pista perfetta per lo svolgimento delle competizioni". Il sindaco aggiunge: "Ci farebbe comunque piacere se la pista di Riale venisse presa in considerazione per l'allenamento degli atleti in vista delle Olimpiadi, dato che comunque ha già ospitato gare a livello nazionale ed europeo."

La notizia dell'esclusione non ha dunque provocato grande delusione all'Amministrazione, che spera comunque di attrarre turisti e appassionati, dando disponibilità dell'utilizzo della pista per gli allenamenti degli atleti.

Sulla questione Olimpiadi, e sulla scelta della tripla candidatura, Milano-Torino-Cortina, si è espressa anche la parlamentare di Forza Italia Mirella Cristina: «L’indecisione del Governo, che per questioni puramente politiche decide di non scegliere tra Torino, Milano e Cortina, finisce per penalizzare la vera montagna. Questa candidatura olimpica è stata presentata come “delle Alpi”, ma è evidente che l’arco alpino sarà coinvolto in parte davvero minima a fronte di giochi che dovranno essere spalmati su tre diverse sedi. Ampie zone montane, a cominciare dalle Alpi piemontesi, saranno inevitabilmente escluse, con buona pace di quei territori che aspettano occasioni come le Olimpiadi per promuoversi e beneficiare di importanti stanziamenti che normalmente non avrebbero mai».

 

Bruno Rizzo

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