Nuovo scambio epistolare tra Palazzo di città a Domodossola e l'Asl del Vco. Questa volta al centro della lettera a firma del sindaco Lucio Pizzi c'è il dipartimento di gastroenterologia dell'ospedale San Biagio. La missiva indirizzata al direttore generale dell'azienda sanitaria mira ad acquisire informazioni rispetto alla situazione in cui versa il servizio. L'amministratore domese prende spunto da segnalazioni pervenutegli rispetto all'organico della struttura e all'attività di endoscopia programmata presso il nosocomio domese. “Questa – scrive Pizzi – risulterebbe sospesa”. Stando al sindaco Pizzi alla base della decisione la carenza di personale e l'impossibilità di garantire il presidio sui due ospedali : Domo e Verbania.
Situazione per cui al San Biagio la lista di attesa per le prestazioni di gastroenterologia sarebbe lunga. “Pur essendo formalmente ancora possibile effettuare prenotazioni – obietta il sindaco di Domodossola - ai cittadini vengo prospettati lunghi tempi di attesa. Un anno per la colonscopia, diversi mesi per la gastroscopia”. Se corrispondesse al vero, Pizzi sottolinea come si tratterebbe di un fatto di particolare rilevanza poiché l'endoscopia digestiva rappresenta attività essenziale nel campo della prevenzione. Al fine di effettuare una valutazione oggettiva del caso Pizzi chiede all'Asl : il numero di sedute endoscopiche programmate ed effettuate al San Biagio negli ultimi 3 anni; il numero di colonscopie e gastroscopie eseguite annualmente a Domodossola nell'ultimo triennio; i tempi medi e massimi di attesa per questi servizi; le criticità riscontrate e se così fosse quali iniziative che la Direzione generale intende mettere in atto per il regolare ripristino del servizio. La lettera chiude con un monito del sindaco domese : “Nel nostro territorio, ogni difficoltà organizzativa finisce sistematicamente per tradursi nella riduzione o chiusura di servizi del presidio ospedaliero di Domodossola”.