Hanno patteggiato davanti al Gup di Verbania pene tra 11 mesi e 10 giorni e 1 anno e 2 mesi con sospensione condizionale e non menzione quattro delle cinque persone per furto aggravato finite al centro dell’indagine del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza per estrazione illegale di materiale lapideo dalle montagne dell’Ossola in aree protette.
Secondo quanto emerso nelle indagini, durante il periodo tra settembre 2019 e novembre 2022 si sarebbero impossessati di quantitativi imprecisati di minerali presenti nelle rocce e formazioni lapidee alla punta d’Arbola a circa 2950 metri di quota, terreno sottoposto a vincolo idrogeologico, Zps, in Alta Val Formazza, utilizzando trapani demolitori perforatori collegati a gruppi elettrogeni, e attrezzature da spacco di materiali lapidei. All’operazione avrebbe collaborato un quinto soggetto, pilota, che in elicottero portava gli attrezzi in quota e poi li riportava a valle con i minerali prelevati. La Guardia di Finanza il primo agosto del 2022 ne aveva colti tre sul fatto.
A vario titolo, alcuni del gruppo erano indagati per fatti simili accaduti anche all’interno del Parco Veglia Devero, tra agosto 2020 e ottobre 2022, e ancora al Pizzo Marcio in Valle Vigezzo, dal settembre 2021 al luglio 2022. Uno degli imputati, insieme ad altre persone non identificate, avrebbe agito anche a Sondrio, in Valle Codera, tra agosto 2019 e agosto 2020.
Altri episodi finiti
nell’indagine riguardano ancora la Val Formazza, al rio Roni, nel
2022, all’Alpe Sacca ad Antrona.
Anche prima dell’intervento
del Sagf del primo agosto 2022, dal 2017 arrivavano segnalazioni di
furti di minerali da parte di frequentatori della montagna anche
legati al collezionismo di minerali. Nel 2022 erano scattate le
perquisizioni con il sequestro dei cellulari degli indagati.
Sono stati individuati come parti offese del procedimento i Comuni nei quali si trovano i luoghi in cui sono stai commessi i fatti, la Provincia, gli enti Parco coinvolti, la Regione Piemonte e il Ministero dell’Ambiente.
Il gup Mauro D’Urso ha quindi acconsentito alla richiesta di applicazione pena concordata tra pm e avvocati degli indagati.