La magra del Lago Maggiore migliora in alcune aree la biodiversità, nel contempo la siccità è letale per tanti molluschi e con l'affioramento degli scarichi favorisce la proliferazione di cianobatteri e fioriture algali che generano poi problemi di balneabilità. Sono le due facce della stessa medaglia, di un sistema certamente complesso. Abbiamo cercato di approfondire la situazione con Marzia Ciampittiello, ricercatrice del CNR di Verbania.
Partiamo dalle impressionanti immagini del canneto di Fondotoce dove il verde si è moltiplicato laddove c'era l'acqua. Ciampittiello spiega che questa situazione risulta positiva per la ricchezza della vita nel canneto, che soffre invece durante i periodi di lago alto. La magra rappresenta però un problema per i molluschi che sono stanziali e quindi destinati a morte certa col ritiro dell'acqua.
Rispetto al riscaldamento delle acque, Ciampittiello precisa: "Il lago è molto grande, c'è certamente un riscaldamento superficiale ma non così elevato. Il problema del riscaldamento e della mancanza di rimescolamento è invece costante e legato ai cambiamenti climatici. Gli effetti? Una condizione simile a quelli degli anni '80 quando l'ambiente era eutrofico con meno ossigenazione". Allora la causa era l'inquinamento, oggi è il global warming.
Se il lago basso ha anche lati positivi, chiariamo però che s'inserisce ovviamente in una allarmante situazione di siccità generale. Un pò di dati storici sempre con l'aiuto della ricercatrice del CNR. Spiega: "Per trovare una secca di questo genere nel periodo estivo dobbiamo tornare indietro di 50 anni, era il 1976 quando il valore minimo assoluto nel mese di luglio è stato di 192,49 m slm, ad agosto 192,44". Oggi dal sito di Arpa Piemonte il livello del lago risulta pari a 192,61 m slm. Una situazione quindi eccezionale, quella di queste settimane, certamente ci sono state altre magre ma non così significative.