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Operazione "Crash to cash"

 polizia operazione crash

" Crash to cash " è l'operazione scattata all'alba fra Gravellona e Omegna . Arrestate 4 persone 

 

Sono quattro le persone arrestate su ordinanza di custodia cautelare in carcere all'alba di oggi dagli agenti della Polizia Stradale di Verbania e del Commissariato di Polizia di Stato di Omegna, con il supporto della Squadra Mobile, al termine dell'operazione “Crash for Cash”. In manette sono finiti Davide Zenoni, 40 anni, titolare della Zenocar Service di Omegna, Andrea Pirozzini, 31 anni, di Gravellona Toce, Carmelo Stuppino, 42 anni, e Daniele Stuppino, di 40. Quest'ultimo era amministratore unico della società Dimensione Auto Srl con sede legale a Reggio Emilia e sede operativa a Cremenaga, in provincia di Varese. Le accuse a loro sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione in concorso di attività delittuose quali le truffe ai danni delle compagnie assicurative, il riciclaggio di auto di provenienza illecita, la truffa aggravata in danno di altri soggetti privati e la falsità per induzione in atto pubblico.

 

L'indagine, iniziata oltre un anno fa e coordinata dal sostituto procuratore Sveva De Liguoro, è stata particolarmente articolata e complessa.

Tutto è partito da una quarantina di querele sporte da diverse società di assicurazioni. Gli agenti hanno iniziato a studiare con attenzione decine e decine di fascicoli, scoprendo incidenti mai accaduti, danni simulati o gonfiati, oppure era stata segnalata la partecipazione all'incidente di auto estranee al fatto. Gli indagati, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, utilizzavano auto veramente incidentate alle quali venivano apposte targhe diverse a seconda dell'esigenza, anche grazie alle polizze Kasko e al risarcimento diretto. Spesso venivano indicate come proprietarie dei mezzi persone completamente inconsapevoli o realmente coinvolte negli incidenti, ma che nella constatazione amichevole avevano indicato danni decisamente minori rispetto a quelli documentati nelle foto allegate per i periti. Altri sospetti venivano dal fatto che le stesse auto fossero coinvolte in numerosi incidenti, o che comunque di mezzo ci fossero sempre le stesse persone o loro familiari, così come la carrozzeria nella quale avvenivano le riparazioni era sempre la stessa.

Ma questo è solo il primo filone. Il secondo al vaglio della polizia riguarda il riciclaggio di auto di categoria medio alta, come Range Rover, Audi e Mercedes, provento di furto, che venivano “taroccate” dalle persone coinvolte nell'indagine con notevole capacità tecnica. Venivano sostituiti il numero di telaio, venivano apposte targhe straniere, venivano parzialmente ri-mappate le centraline e ele chiavi di accensione. Venivano poi creati dei documenti falsi per dimostrare la provenienza estera del mezzo. Le auto venivano così re-immatricolate in Italia grazie ai documenti falsi che venivano consegnati agli addetti della Motorizzazione Civile, da qui deriva la falsità di atto pubblico per induzione e poi vendute in tutta Italia sia attraverso le due società che per canali internet. La Polizia ha fino ad ora sequestrato diciannove auto con la collaborazione dei colleghi di Trento, Latina, Roma, Torino, Pavia, Napoli, Viterbo e Reggio Calabria. Inoltre l'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo sui conti correnti delle persone e delle società coinvolte per 135 mila euro. La misura è stata applicata dai militari della Guardia di Finanza di Verbania e di Omegna. 

Maria Elisa Gualandris

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