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Il misterioso ‘volo dell’Antonov’…

antonov aereoAntonov An 12 B (foto); è il nome del rumoroso cargo di progettazione sovietica della compagnia ucraina Cavok Air che quasi tutte le sere si fa sentire durante la sua rotta tra la Germania e l’Algeria sui nostri cieli; si tratterebbe di voli che trasportano beni Onu di prima necessità ma si è creato anche un po’ di mistero…

Ormai è una sorta di appuntamento fisso, scoperto in primis dagli appassionati su internet che ne tracciavano il volo dopo averne udite spesso il rumore del motore (e si sa, un appassionato l’aereo o l’elicottero lo riconosce dal rumore) e che col passare del tempo ha fatto alzare gli occhi al cielo stellato a molti. Si sono scritti articoli sia in zona che no, sono nati addirittura gruppi su Facebook tra i quali ‘Il volo dell’Antonov’ gestito peraltro da un giornalista, che ne segue attraverso i partecipanti tutto il tratto di volo in maniera simpatica e buffa. Stiamo parlando del celeberrimo volo cargo della Cavok Air, compagnia trasporti e charter ucraina, che praticamente tutte le sere parte dall’aeroporto di Lipsia, il Leipzig Halle Airport per arrivare circa più di tre ore dopo il decollo in Algeria all’Aeroporto Moufdi Zakaria di Ghardaia-Noumerat. Se ne sono dette un po’ di tutti i colori sulla rotta, su cosa trasporti ecc ecc. Proviamo a fare un pochino di ordine. Intanto; il mezzo. Antonov non è il nome dell’aereo, è l’azienda che lo produceva. Sarebbe come dire Fiat, Ford o Mercedes di una macchina. O meglio, il progetto, sovietico, è di fine anni 50, quando in Urss dovettero trovare un equivalente di aereo da trasporto tattico militare in risposta al neonato progetto occidentale del noto Lockheed C130 Hercules. Il progetto venne dato ad una ‘OKB’ (Opytnoe konstruktorskoe bjuro) Ufficio di Progettazione Sperimentale. Ovvero una istituzione statale che prevedeva un gruppo di ingegneri atti a progettare prototipi o programmi speciali. La prescelta fu la OKB 153 che a capo aveva l’ingegnere Oleg Konstantinovič Antonov di Kiev, che già dal 1946 era a capo della Antonov Design Boureau (e che ancora oggi è una tra e aziende aeronautiche maggiori). Dunque si tratta certo di un Antonov ma il modello è l’An 12 che vide il prototipo volare per la prima volta il 16 dicembre 1957 che fu inquadrato nei reparti dell’aviazione della stella rossa nel 1959 ,codice Nato ‘Cub’. Si tratta di un quadrimotore turboelica ad ala alta motorizzato con rumorosissimi (ma pensa…) motori AI-20 da circa 4.000 cavalli, che però ne fanno un velivolo da trasporto possente (oltre 20 tonnellate di capacità) ed abile a decolli o atterraggi corti ancora oggi molto sviluppato nelle aree ex sovietiche sia quale mezzo militare che civile. Si sa che in quegli anni poco si sapeva dei velivoli della Aeronautiche del Patto di Varsavia (che poi erano prettamente sovietici: Antonov, Illyushin, i bombardieri Tupolev o i caccia Mig) e questo mezzo venne agli onori della cronaca soprattutto tra il 1979 ed il 1989, gli anni della guerra sovietica in Afghanistan quando fungeva da mezzo di rifornimento e trasporto delle truppe ed anche utilizzato per il trasporto in patria delle salme dei soldati sovietici caduti in combattimento, cosa che gli portò il nomignolo di ‘Tulipano Nero’ (Čërnyj tjul'pan). Questo insomma l’Antonov An 12 Cub, che oggi vola nella versione An 12 B. Veniamo al volo della Cavok che praticamente ogni sera, tra le 20.30 e le 21.30 circa si fa sentire sui nostri cieli più meno a 6500/7000 metri di altezza con una velocità di crociera di circa 400/450 km orari. Non è un volo di linea, si tratterebbe di un trasporto di beni di prima necessità per l’Onu, che viene effettuato dalla Cavok in orari notturno serali perché ci sarebbe meno traffico e soprattutto in quegli orari cosa meno. Questo sarebbe il tutto ma oltre ai gruppi sui social network si sono create anche altre situazioni. Secondo alcuni quello percorso dal velivolo (quindi compreso il tratto sopra il Lago Maggiore) sarebbe un ‘corridoio’ ovvero una rotta, prettamente militare, utilizzata spesso dall’esercito tedesco, ovviamente tutto ciò ha creato non solo più o meno plausibili fantasie su quali possano essere i beni di necessità (capito, no?) trasportati ma ha anche portato esponenti politici elvetici a presentare vere e proprie interrogazioni al Parlamento Svizzero per capirne di più su tutto. Insomma un passatempo per gli appassionati che ha creato anche un pochino di mistero…. Ah, ogni tanto ne passano pure altri... della Ukraine Air Alliance o della stessa Cavok, partono da Parigi o da Eindhoven ma... sempre in Africa vanno...

GT

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